giovedì 16 giugno 2016  13:01 

Dopo la stazione unica appaltante, oggi un unico servizio per l'ufficio di Bruxelles. La macroregione Marche, Umbria e Toscana diventa sempre più concreta. Oggi nella città delle istituzioni Europee è stato siglato il protocollo d'intesa che sancisce l'avvio del percorso dell'Italia Centrata. “E’ una bellissima iniziativa, accesa dall’entusiasmo degli amministratori - spiega il presidente della regione Luca Ceriscioli - una costruzione dal basso che segue solo lo schema della necessità di lavorare insieme, valorizzando comunque la storia e l’identità di ogni realtà territoriale, portando avanti un percorso virtuoso, dando dei bei segnali a livello nazionale e internazionale".

Formalizzato dunque l’ufficio di Bruxelles delle tre regioni: "Unicità che – ha spiegato il governatore toscano Enrico Rossi  – non è solo unica sede fisica, essendoci già da anni, ma fusione di servizi, personale unico qualificato". Un atto che significa anche "integrazione e condivisione di politiche - ha aggiunto la presidente dell'Umbria Catiuscia Marini - che possano servire ad intercettare opportunità dalla UE per i territori e dare incisività alle azioni delle Regioni, dal momento che le politiche europee sempre di più entrano nelle programmazioni regionali".

“Va sottolineata, dunque – ha proseguito Ceriscioli – l’impronta di innovazione che stiamo tracciando. Un processo di ridefinizione istituzionale che stiamo costruendo prima di altri. Abbiamo messo in moto un meccanismo che servirà a far percepire ai cittadini il significato dei servizi offerti e a dare sostanza agli obiettivi. Stando insieme come unica realtà si può pesare  maggiormente anche sulle politiche europee di internazionalizzazione".

"Un percorso molto concreto - ha aggiunto - Declinato attraverso azioni incisive. Fare un'unica struttura per gli appalti significa risparmiare e dare maggiore qualità ai servizi offerti ai cittadini liberando risorse che verranno investite in servizi. Prospettive di valore e anche di grande concretezza". Non più "piccolo è bello - ha chiuso Ceriscioli - ma un po' più grandi sarà meglio. Il piccolo ha dei rischi. Noi stiamo portando avanti un percorso non ideologico che restituisce  senso alla politica di qualità, del fare, quella politica che sa leggere cambiamento e mette in piedi percorsi partecipativi per realizzare le riforme che servono al Paese per crescere".